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	<title>Blog di Alessandro Lucchini</title>
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	<description>Se una Coscienza è Cieca è Perché ha Smesso di Gridar...</description>
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		<title>Dal VII Colloquio Internazionale per la liberazione dei 5</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 11:38:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Lucchini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[La sala principale dell’Expo di Holguin si è trasformata per 4 giorni in un grande megafono internazionale, dove si sono susseguite miriadi di testimonianze, di messaggi di solidarietà e propositive azioni concrete per chiedere la liberazione dei cinque antiterroristi cubani che da ormai più di 13 anni sono condannati e imprigionati nelle carceri statunitensi per [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=alucchini.wordpress.com&amp;blog=14797790&amp;post=313&amp;subd=alucchini&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La sala principale dell’Expo di Holguin si è trasformata per 4 giorni in un grande megafono internazionale, dove si sono susseguite miriadi di testimonianze, di messaggi di solidarietà e propositive azioni concrete per chiedere la liberazione dei cinque antiterroristi cubani che da ormai più di 13 anni sono condannati e imprigionati nelle carceri statunitensi per aver  “osato” difendere la propria gente contro i continui attacchi terroristici che i gruppi organizzati anticubani recano all’isola.<span id="more-313"></span></p>
<p>Questo <strong>VII Colloquio Internazionale</strong> ha ottenuto uno straordinario risultato politico, non solo per essere riuscito a riunire più di 400<strong> </strong><strong>delegati provenienti da 50 paesi differenti</strong>, ma soprattutto per esser riuscito a coordinare le lotte future attraverso delle azioni chiare e d’impatto. Le linee generali di lavoro, che hanno come scopo l’intensificazione degli sforzi per la giustizia dei Cinque sono state elaborate seguendo lo spirito di fratellanza e di forte democrazia partecipativa che contraddistingue il processo di socializzazione cubano.</p>
<p>Se nella sala principale si potevano ascoltare le ragioni dei Cinque, è nelle sale minori adiacenti al padiglione che il cuore operativo del colloquio prendeva forma. L’allestimento di un intenso programma di lavoro ha permesso ai delegati di scambiarsi importanti testimonianze regionali su diversi ambiti: dall’importanza di aggiornare l’azione di denuncia sui nuovi mezzi d’informazione allo scopo di ridurre l’offuscamento mediatico occidentale, alla maggior concentrazione degli sforzi per la creazione di nuove e più articolate giornate di denuncia: “5 per i Cinque”.</p>
<p>Opinione prevalente è stata l’importanza di concentrarsi maggiormente e direttamente negli Stati Uniti, cercando di coinvolgere l’opinione pubblica statunitense attirando a sé persone carismatiche e riconosciute negli ambiti sociali, universitari, politici e artistici della nazione dove i Cinque sono prigionieri.</p>
<p>Peso molto importante è stato rivolto al coinvolgimento dei giovani. Coloro che molto spesso sono più facilmente attratti da sentimenti di giustizia e protesta. In questo senso si farà in modo che i giovani di tutto il mondo si organizzino in occasione della Giornata Internazionale della Solidarietà del 12 settembre (anniversario dell’arresto dei Cinque) con concerti, workshop, e opere artistiche.</p>
<p>La presenza giovanile all’ultimo Colloquio ha riscontrato una notevole crescita rispetto agli anni passati. Questi erano per lo più giovani provenienti da quei paesi occidentali, che vivono attualmente una forte crisi sociale e che vedono nel caso dei Cinque eroi una causa sì umana, ma che può essere espressa come un sentimento di impotenza, come di chi deve sottostare alle leggi del più forte, senza armi per difendersi.</p>
<p>Sono state giornate di meditazione, di lotta, di richiesta di giustizia e di denuncia al terrorismo. La risoluzione finale è stata approvata con forte entusiasmo, consci però del fatto che il lavoro è solo agli inizi; è ora giunto il momento in cui bisogna trasformare i buoni propositi in realtà, portandoli nelle piazze, nei parlamenti, nelle scuole e sui posti di lavoro.</p>
<p>Alessandro Lucchini</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/alucchini.wordpress.com/313/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/alucchini.wordpress.com/313/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/alucchini.wordpress.com/313/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/alucchini.wordpress.com/313/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/alucchini.wordpress.com/313/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/alucchini.wordpress.com/313/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/alucchini.wordpress.com/313/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/alucchini.wordpress.com/313/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/alucchini.wordpress.com/313/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/alucchini.wordpress.com/313/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/alucchini.wordpress.com/313/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/alucchini.wordpress.com/313/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/alucchini.wordpress.com/313/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/alucchini.wordpress.com/313/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=alucchini.wordpress.com&amp;blog=14797790&amp;post=313&amp;subd=alucchini&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Nei panni di Cassandra su Banca Stato</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 20:13:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Lucchini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Quello che i promotori del referendum sulla riforma del 2003 di BancaStato avevano previsto si è purtroppo, alla distanza di otto anni, avverato. O forse sarebbe meglio dire che tutte le rassicurazioni secondo cui la Banca avrebbe giovato di maggiore trasparenza e redditività si sono rilevate delle menzogne. La riforma, che ha dato il via libera agli [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=alucchini.wordpress.com&amp;blog=14797790&amp;post=308&amp;subd=alucchini&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quello che i promotori del referendum sulla riforma del 2003 di BancaStato avevano previsto si è purtroppo, alla distanza di otto anni, avverato. O forse sarebbe meglio dire che tutte le rassicurazioni secondo cui la Banca avrebbe giovato di maggiore trasparenza e redditività si sono rilevate delle menzogne. La riforma, che ha dato il via libera agli organi direttivi a intraprendere operazioni bancarie ad alto rischio ma presentate contrariamente alla popolazione come prive di pericoli, ha aggravato il problema della gestione pubblica sull’istituto bancario.<span id="more-308"></span></p>
<p>Il cosiddetto settore del <em>privat banking</em> fu già a quel tempo ritenuto dagli esperti in via di saturazione, offrendo su larga scala margini di guadagno in caduta, risollevabili solo con un elevato livello di rischio speculativo e attraverso una grossa quantità di riserve monetarie in caso in cui gli investimenti non fossero andati a buon fine.</p>
<p>La riforma fu combattuta solo dal MPS e dall’allora Partito del Lavoro (ora Partito Comunista) che, come utilizzando i poteri del personaggio mitologico Cassandra, prefigurarono l’ondata di crisi economica incombente e misero in allerta sul possibile indebolimento degli strumenti di controllo proprio in un periodo dove l’evoluzione economica avrebbe invece necessitato un loro potenziamento.</p>
<p>Questo fatto sommato alla dubbiosa qualità dei membri della commissione di controllo, rei di essersi sempre fidati delle parole di Pelli, hanno scatenato l’ennesimo scandalo. Già la forzatura legata all’acquisto della filiale ticinese di Unicredit (oggi Axion Swiss Bank) fu sinonimo di un atteggiamento poco rispettoso nei confronti dei veri proprietari della banca e cioè di tutti i cittadini ticinesi.</p>
<p>In quel momento il CdA di BancaStato accelerò le manovre sviando le resistenze del Parlamento procedendo direttamente all’acquisto: mettendo così tutti di fronte al fatto compiuto. Entrando nella logica di questi affaristi strapagati si può ben capire come in un periodo storico dove le grandi banche private vengono salvate dalle rispettive popolazioni, essi membri del CdA di una Banca pubblica, si sentono liberi di addentrarsi nei meandri di attività speculative e all’acquisizione di partecipazioni in altri istituti privati, tanto se il colpo va male sarà la popolazione ticinese a pagarne le conseguenze.</p>
<p>Una banca di proprietà pubblica non dovrebbe orientare la sua strategia alla logica della redditività a breve termine, ma piuttosto a una logica sul medio-lungo periodo creando le basi per uno sviluppo armonioso del Cantone, offrendo i mezzi per investire in modo sereno su attività di pubblica utilità ed elevarsi a luogo sicuro dove depositare i propri risparmi.</p>
<p>Il caso Barbuscia è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: i proprietari della banca devono tornare a poter decidere sul futuro della stessa. Come prima cosa bisogna mandare a casa questo Consiglio di Amministrazione che è espressione di quei partiti che hanno voluto la riforma fallimentare della banca, e nominarne uno nuovo formato da persone convinte della necessità di una banca pubblica solida e solidale.</p>
<p><em>di Alessandro Lucchini, candidato al Consiglio Nazionale per il Partito Comunista.</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/alucchini.wordpress.com/308/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/alucchini.wordpress.com/308/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/alucchini.wordpress.com/308/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/alucchini.wordpress.com/308/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/alucchini.wordpress.com/308/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/alucchini.wordpress.com/308/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/alucchini.wordpress.com/308/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/alucchini.wordpress.com/308/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/alucchini.wordpress.com/308/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/alucchini.wordpress.com/308/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/alucchini.wordpress.com/308/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/alucchini.wordpress.com/308/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/alucchini.wordpress.com/308/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/alucchini.wordpress.com/308/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=alucchini.wordpress.com&amp;blog=14797790&amp;post=308&amp;subd=alucchini&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Partecipazione al dibattito RSI dal tema:    &#8220;il rilancio economico&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Oct 2011 11:02:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Lucchini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Link: http://www.rsi.ch/elezioniticinesi2011/welcomevideo.cfm?uuid=7bd99e35-b71e-4f10-bc45-78c59fa83cda I miei interventi in sintesi: 1) Non solo stiamo vivendo una crisi economica senza precedenti ma anche una forte crisi politica che è evidenziata dalla decisione del Parlamento svizzero di dare il via libera all&#8217;acquisto di 22 nuovi jet militari, questo in un panorama di crescente precarietà sociale e materiale della popolazione. 2) [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=alucchini.wordpress.com&amp;blog=14797790&amp;post=249&amp;subd=alucchini&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://alucchini.files.wordpress.com/2011/10/ale341.png"><img class="alignright size-medium wp-image-290" title="Ale34" src="http://alucchini.files.wordpress.com/2011/10/ale341.png?w=300&#038;h=165" alt="" width="300" height="165" /></a><a href="http://alucchini.files.wordpress.com/2011/10/ale2223.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-289" title="Ale222" src="http://alucchini.files.wordpress.com/2011/10/ale2223.png?w=300&#038;h=165" alt="" width="300" height="165" /></a></p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://alucchini.wordpress.com/2011/10/01/dibattito-rsi-sul-rilancio-economico/"><img src="http://img.youtube.com/vi/-Wme74GcKt8/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>&nbsp;</p>
<p>Link: <a title="Dibattito Rilancio Economico" href="http://www.rsi.ch/elezioniticinesi2011/welcomevideo.cfm?uuid=7bd99e35-b71e-4f10-bc45-78c59fa83cda" target="_blank">http://www.rsi.ch/elezioniticinesi2011/welcomevideo.cfm?uuid=7bd99e35-b71e-4f10-bc45-78c59fa83cda</a></p>
<p>I miei interventi in sintesi:</p>
<p>1) Non solo stiamo vivendo una crisi economica senza precedenti ma anche una forte crisi politica che è evidenziata dalla decisione del Parlamento svizzero di dare il via libera all&#8217;acquisto di 22 nuovi jet militari, questo in un panorama di crescente precarietà sociale e materiale della popolazione.</p>
<p>2)  Manovra della Banca Centrale Svizzera: il suo intervento peserà sulla popolazione!</p>
<p>3) NO a nuovi sgravi fiscali sui redditi e patrimoni elevati! (semai facciamoli per i redditi modesti). La Svizzera attira le aziende non solo per la sua concorrenzialità fiscale ma soprattutto per altri fattori. Lo dice anche l&#8217;Indice di Competitività globale.</p>
<p>4) Il Ticino deve ripartire dai giovani: diamo loro potere d&#8217;acquisto attraverso un salario minimo adatto alle esigenze attuali della società!</p>
<p>Video e copyright <a href="http://www.rsi.ch">RSI &#8211; Radiotelevisione svizzera 2011</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/alucchini.wordpress.com/249/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/alucchini.wordpress.com/249/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/alucchini.wordpress.com/249/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/alucchini.wordpress.com/249/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/alucchini.wordpress.com/249/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/alucchini.wordpress.com/249/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/alucchini.wordpress.com/249/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/alucchini.wordpress.com/249/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/alucchini.wordpress.com/249/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/alucchini.wordpress.com/249/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/alucchini.wordpress.com/249/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/alucchini.wordpress.com/249/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/alucchini.wordpress.com/249/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/alucchini.wordpress.com/249/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=alucchini.wordpress.com&amp;blog=14797790&amp;post=249&amp;subd=alucchini&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>L’intervento della Banca Centrale lo pagheranno i lavoratori!</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Sep 2011 09:38:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Lucchini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecomomia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[La manovra della Banca Nazionale Svizzera che ha fissato a 1.2 la soglia minima Franco-Euro ha di fatto reso la Svizzera una sorta di fondo salva stati europeo. Mettere il limite a 1.20 è credere (o sperare) che l’Euro si rafforzi. In quest’ottica l’errore è quello di pensare che la crisi della “moneta unica” stia per [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=alucchini.wordpress.com&amp;blog=14797790&amp;post=247&amp;subd=alucchini&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La manovra della Banca Nazionale Svizzera che ha fissato a 1.2 la soglia minima Franco-Euro ha di fatto reso la Svizzera una sorta di fondo salva stati europeo. Mettere il limite a 1.20 è credere (o sperare) che l’Euro si rafforzi. In quest’ottica l’errore è quello di pensare che la crisi della “moneta unica” stia per finire, mentre invece i dati macroeconomici sembrano dirci il contrario, e cioè che siamo solo agli inizi. Questa situazione porterà la Banca nazionale a comprare altre grossissime quantità di Euro nel caso in cui si verificassero nuove perdite di valore della moneta europea. Questi soldi non resteranno sicuramente in soffitta, bensì saranno investiti in titoli di stato europei. In poche parole la Svizzera diventerà sempre più un grosso creditore dell’Eurozona, e dunque la Confederazione porterà i rischi di una sua possibile debacle.<span id="more-247"></span></p>
<p>Questa politica, sommata agli altri maldestri tentativi della Banca Centrale di sostenere l’Euro, causerà delle grosse perdite in bilancio, e dunque essa non sarà più in grado di distribuire i dividendi a Confederazione, Cantoni e Comuni. Questa manovra sarà perciò pagata dai lavoratori, perché il Miliardo che la Banca Centrale mancherà di girare alla Confederazione da una parte o dall’altra si avrà la necessità di andare a riprendere, e senza un cambio di rotta radicale nella politica elvetica, i soliti continueranno a pagare la crisi di altri. Una crisi causata da un sistema che ha perso ormai ogni credibilità ma che è ancora sostenuta dai Manager e gli azionisti che la nostra “destra” difende a spada tratta. Quest’intervento salverà sì qualche posto di lavoro nelle industrie di esportazione, ma farà ricadere tutto il suo peso sui lavoratori stessi, mantenendo però invariati i margini di profitto dettati dalle aziende.</p>
<p>Invece di questa controproducente politica monetaria, sarebbe più sensato intervenire per far sì che la Banca Centrale diventi la Banca che difende gli interessi dei cittadini, e non più un’istituzione favorevole solo al grande capitale finanziario. In questo senso sarebbe servito un altro tipo di manovra e cioè un pacchetto di salvataggio della popolazione (e non della finanza). Stampando 40 miliardi e mettendoli a disposizione della Confederazione, si sarebbero potuto trovare soluzioni mirate e più incisive rispetto al debolissimo piano di 870 milioni deciso qualche settimana fa dai nostri consiglieri federali.</p>
<p>Come prima cosa risollevare le fasce deboli della popolazione e cioè coloro che stanno pagando più di tutti la crisi. In quest’ottica sarebbe necessaria l’abolizione dell’IVA per i beni comuni, allo scopo di rilanciare i consumi, e una sua sostanziale riduzione nel settore del turismo. Vitale è anche ri-investire nelle assicurazioni sociali e in un servizio pubblico di qualità, capace di offrire buone prestazioni a prezzi accessibili a tutti. Non da ultimo è importante un intervento a sostegno delle aziende in serio pericolo di chiusura, per chiarirci non quelle che si vedono diminuire gli utili da spartirsi tra azionisti, ma quelle costrette al licenziamento, con la clausola che in futuro queste non potranno più licenziare per motivi economici. Dopo questo vero intervento di salvataggio la Confederazione dovrà dare la caccia agli autori del crac finanziario, ritirando i loro bonus milionari.</p>
<p>Alessandro Lucchini, candidato al Consiglio Nazionale, Partito Comunista.</p>
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		<title>Risposta a Chiesa: la destra populista sta con i manager</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 17:43:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Lucchini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo un recente sondaggio commissionato dalla Confederazione e realizzato dall&#8217;Istituto di criminologia dell&#8217;università di Zurigo, la Svizzera ha perso il primato di “oasi felice” europea. La retorica della destra populista mostra come l’aumento dei casi di furto, d’omicidio e delle lesioni sono da attribuirsi all’apertura delle frontiere, e dunque dall’arrivo dello straniero criminale in Svizzera. Questa è la tesi portata da Marco Chiesa (UDC) in un suo recente articolo sul tema. Ma è lo stesso professore Martin Killias responsabile dello studio in questione che non condivide questa interpretazione e ritiene che l’aumento degli atti microcriminali non sono dovuti all’apertura delle frontiere: “Prima di Schengen veniva controllato soltanto il 3% dei passaggi alla frontiera. Non fa una grande differenza”. <span id="more-239"></span></p>
<p>La visione del Signor Chiesa e della “destra” si concentra dunque su una questione di poco peso, tralasciando l’analisi dei cambiamenti socio-economici avvenuti nella nostra nazione, che sono invece il dato centrale della questione. La crisi ha evidenziato il peggioramento del potere d’acquisto di chi vive e lavora in Svizzera, aumentando i casi di disagio sociale che colpiscono sempre più le fasce deboli della popolazione, creando il terreno fertile per una società più criminosa.<br />
Invito poi il Signor Chiesa a togliere il paraocchi, e ad analizzare in modo più equilibrato i dati che riporta nel suo articolo: ”Proprio nei delitti gravi la proporzione di stranieri è tremendamente alta, basti pensare che sono loro attribuibili il 62% degli stupri, il 59% del traffico dei stupefacenti e il 59% degli omicidi”. Se gli stranieri presentano queste percentuali è per la situazione sociale che ricoprono nella società svizzera, e dunque alla loro tendenza ad avere uno status sociale basso, e non per una loro presunta innata tendenza a delinquere.</p>
<p>In questo momento storico incolpare il diverso e dunque istigare l’odio tra la popolazione non è certamente la soluzione per risolvere in maniera decisa questo evidente scontento generale. Anzi queste esternazioni possono portare a loro volta a degli atti di criminalità: la strage di Oslo è purtroppo un esempio lampante, a partire dal quale formazioni politiche come la stessa UDC dovrebbero finalmente farsi un esame di coscenza.</p>
<p>La causa sono piuttosto le politiche economiche neoliberiste &#8211; che il partito del signor Chiesa promuove a tutto campo &#8211; e gli accordi bilaterali che hanno liberalizzato il mercato del lavoro, favorendo i “soliti” e penalizzando i “molti”. Queste politiche hanno creato una malsana concorrenza tra i lavoratori, rea di livellare verso il basso i salari, peggiorando quindi le condizioni di lavoro e di vita di tutti. Questa situazione va di pari passo con l’erodersi delle assicurazioni sociali, come ad esempio la revisione della cassa disoccupazione, necessario paracadute nella caduta verso gli abissi della crisi del mondo occidentale. La disoccupazione giovanile è però il dato più preoccupante. Per un giovane trovare un posto di lavoro è sempre più difficile, e una volta trovato essi vengono spesso usati come “manodopera a basso costo”. I salari degli apprendisti sono troppo bassi per affrontare le esigenze attuali, aumentando il disagio giovanile. A conferma di questo è lo stesso professore Killias che afferma: “i reati  interessano soprattutto i giovani con meno di 26 anni” che si trovano “ammassati nei dintorni della stazione di Zurigo con quantità infinite di alcol a disposizione”. Non è forse questo un preoccupante degrado giovanile causato da queste politiche?</p>
<p>&nbsp;<br />
Se da un lato la destra populista si scaglia con veemenza quando può attaccare gli aumenti di criminalità, perché non fa altrettanto con i forti aumenti dei reati finanziari come le evasioni fiscali, e i falsi in bilancio? Non è forse reato evadere il fisco e aspettare la prossima amnistia fiscale, proposta da questa destra dai due pesi e due misure?</p>
<p>L’aumento della microcriminalità, come conseguenza degli attacchi allo stato sociale e delle liberalizzazioni del mercato del lavoro, è purtroppo un dato con cui stiamo convivendo e necessita di un inversione di rotta reale: non più quindi abbandonando gli strati più disagiati della popolazione attraverso politiche populiste à la UDC &#8211; che non risolveranno alcun problema &#8211; ma una manovra nazionale di soccorso per chi sta pagando una crisi che non ha causato, fatta di salvaguardia del welfare e dei paracaduti sociali.</p>
<p>La soluzione non si trova nei facili estremismi di “destra” atti a nascondere il nocciolo dei problemi, analizzando la società con il paraocchi e non volendo ammettere che sono le politiche neoliberali la causa dell’aumento della criminalità.<br />
La soluzione è ridare potere d’acquisto alle fasce deboli della popolazione, ma soprattutto ridare dignità agli emarginati: cambiare finalmente, in parole povere, le carte in tavola, seguendo il modello islandese di rifiuto del pagamento del debito della crisi da parte dei più deboli e di rivitalizzazione del paese attraverso l&#8217;investimento in esse. E che si abbia anche finalmente il coraggio di dare il via a questo processo di cambiamento ritirando i bonus milionari agli autori del crac finanziario, destinando queste persone ad una guadagnatissima detenzione.</p>
<p><em>Di Alessandro Lucchini, studente di economia e candidato al Consiglio Nazionale, Partito Comunista</em></p>
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		<title>L&#8217;impresa irresponsabile</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Aug 2011 15:39:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Lucchini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecomomia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il titolo e il contenuto di questo testo prendono spunto dal libro del sociologo italiano Luciano Gallino e da un articolo pubblicato su &#8220;il manifesto&#8221; e presente nel libro di Christian Marazzi &#8220;Il comunismo del Capitale&#8221;. Dopo la crisi della new economy del 2000 &#8211; che ha spezzato per un momento le ali di chi, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=alucchini.wordpress.com&amp;blog=14797790&amp;post=217&amp;subd=alucchini&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il titolo e il contenuto di questo testo prendono spunto dal libro del sociologo italiano Luciano Gallino e da un articolo pubblicato su &#8220;il manifesto&#8221; e presente nel libro di Christian Marazzi &#8220;Il comunismo del Capitale&#8221;.</p>
<p>Dopo la crisi della <em>new economy</em> del 2000 &#8211; che ha spezzato per un momento le ali di chi, entusiasta, sognava un mondo di denaro elettronico, formato da spazi economici virtuali &#8211; è tornata a farla da padrona l’impresa irresponsabile. Essa “suppone (al di là degli elementari obblighi di legge) di non dover rispondere ad alcuna autorità pubblica e privata, né all’opinione pubblica, in merito alle conseguenze in campo economico, sociale e ambientale delle sue attività”. La diffusione di questo comportamento ha conseguenze devastanti sulle condizioni di vita, di lavoro e non da ultimo sull’ambiente.</p>
<p><span id="more-217"></span></p>
<p>Uno studio della Sec (l’autorità di vigilanza sulla Borsa degli Stati Uniti) intrapreso su duecento imprese quotate in borsa, mostra come anche dopo gli scandali Enron, Vivendi, Parmalat, siano presenti buchi nei bilanci per miliardi di dollari, evidenziandone tutta la loro inaffidabilità.  Altra pratica delle cosiddette “<em>imprese irresponsabili</em>” è il ritorno di moda dei <em>buy back</em>, il riacquisto cioè di azioni proprie da parte delle imprese finalizzate ad aumentare il valore delle proprie azioni. La contraddizione primaria di questa falsa “creazione di valore” è la separazione sempre più ampia tra economia reale e finanza. Piuttosto che realizzare profitti investendo nel ciclo produttivo si preferisce aumentare a breve termine il valore delle proprie azioni.</p>
<p>L’irresponsabilità d’impresa non è da attribuire al singolo manager o dirigente criminale, piuttosto “all’esito di un modello strutturale, per vari aspetti scientificamente costruito, di governo d’impresa. Lo scopo dominante di tale modello di governo è fare salire il prezzo delle azioni, più precisamente il valore di mercato dell’impresa”. Per applicare i principi del <em>corporate social responsability, </em>e cioè esercitare gli interessi di tutti gli attori dell’azienda (<em>stakeholder</em>), e non solo quello dei grandi azionisti, bisogna cambiare strutturalmente il modello di governo d’impresa. Occorre rovesciare la logica del breve periodo, tipica della finanziarizzazione dell’economia, a favore di strategie di produzione di lungo periodo secondo la logica dello sviluppo sostenibile.</p>
<p>La moltiplicazione d’imprese irresponsabili trova spiegazione storica nella crisi del saggio di profitto (teorizzata da Marx) delle grandi imprese non finanziarie a partire dagli anni Sessanta. La diminuzione dei profitti, stimata del 50 per cento, è causa del crescente divario venutosi a creare tra domanda e offerta, dove da una parte le <em>economie di scala</em> aumentavano la quantità di merce prodotta e dall’altra si viveva la saturazione dei mercati per beni di consumo dovuta al salario politicamente “rigido verso il basso”. [per approfondire questo concetto leggi l'articolo<em> "Riflessioni sulla Crisi"</em> all'interno del Blog]</p>
<p>Da quel momento la principale forza propulsiva dell’economia mondiale era spinta dalla ricerca di tassi di profitto almeno eguali a quelli precedenti. Questa ricerca è stata intrapresa su due fronti: da una parte facendo pressione sui salari, dall’altra finanziarizzando l’economia. La riduzione del costo del lavoro è la conseguenza della diminuzione della forza contrattuale dei lavoratori dovuta alla creazione di una “guerra tra poveri” esercitata attraverso la globalizzazione e i processi di delocalizzazione. Aprendosi ai mercati dove la manodopera è sottopagata rispetto a quella occidentale si diffonde una spirale al ribasso dei salari di quest’ultimi, costretti ad accettare condizioni di lavoro precarie.</p>
<p>Insieme a questa diffusa liberalizzazione, flessibilizzazione e precarizzazione della forza lavoro, “la finanziarizzazione è stata (ed è) un processo di recupero della redditività persa con la tendenziale caduta del saggio di profitto, capace di legare le vite di milioni di lavoratori al rischio del capitale”. (basti pensare ai fondi pensionistici investiti in borsa). “In questo scenario di capitalismo manageriale azionario <em>(shareholder value</em>) sembra assottigliarsi lo spazio per un comportamento socialmente responsabile da parte delle imprese”. L’impresa irresponsabile impersonifica il potere capitalistico sulla società, che per tendere all’innovazione e allo sviluppo economico, tanto deve essere “libera”, ma altrettanto piegata al rapporto sociale di produzione.</p>
<p><em>Alessandro Lucchini</em></p>
<p><em>Fonti:</em></p>
<p><em>L’impresa irresponsabile, Luciano Gallino</em></p>
<p><em>Il comunismo del Capitale, Christian Marazzi</em></p>
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		<title>Crisi: il problema è davvero il debito pubblico?</title>
		<link>http://alucchini.wordpress.com/2011/07/13/crisi-il-problema-e-davvero-il-debito-pubblico/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Jul 2011 16:23:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Lucchini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecomomia]]></category>

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		<description><![CDATA[L’opinione prevalente individua negli eccessi d’indebitamento pubblico l’origine dei mali della situazione attuale europea. I “PIGS”, Stati dell’Europa “periferica” caratterizzati da une elevata spesa rispetto alle entrate fiscali, starebbero mettendo in pericolo l’Eurozona. Essi sono additati di spendere “alla mediterranea”, tanto e male, sempre più di quello che riescono a incassare. Tale opinione riscontra il [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=alucchini.wordpress.com&amp;blog=14797790&amp;post=204&amp;subd=alucchini&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’opinione prevalente individua negli eccessi d’indebitamento pubblico l’origine dei mali della situazione attuale europea. I “PIGS”, Stati dell’Europa “periferica” caratterizzati da une elevata spesa rispetto alle entrate fiscali, starebbero mettendo in pericolo l’Eurozona. Essi sono additati di spendere “alla mediterranea”, tanto e male, sempre più di quello che riescono a incassare. Tale opinione riscontra il pieno appoggio della politica, un po’ meno di quello dell’analisi economica.</p>
<p>Un’altra chiave di lettura vedrebbe il momento di crisi europeo come squilibrio nei rapporti di debito e di credito tra i membri dell’Unione. Il problema da combattere non sarebbe dunque il deficit pubblico bensì il deficit commerciale.<span id="more-204"></span></p>
<p>La crisi è sintomo della sempre più grande “forbice” tra Stati europei. Da una parte la Germania che esporta più di quello che importa e dall’altra Stati sempre più indebitati verso l’estero. Sintomo di queste divergenze è l’aumento dei differenziali tra i tassi d’interesse tedeschi e quelli dei paesi periferici. Queste differenze sono influenzate dal rischio che i paesi in questione non riescano a ripagare i prestiti concessi.</p>
<p>Le divergenze sui tassi sono associate più facilmente all’accumulo di debiti verso l’estero (deficit commerciale) che alla crescita del solo debito pubblico. Se il debito pubblico è per di più nelle mani dei residenti di un Paese, il Governo potrebbe imporre delle imposte sui titoli, diminuendo il rischio d’insolvenza. Tale manovra non sarebbe possibile qualora il debito fosse nelle mani di possessori stranieri, poiché essi non rispondono alla giurisdizione fiscale dello Stato in cui sono creditori. Uno Stato indebitato verso l’estero dispone dunque di uno strumento in meno per coprire i pagamenti dovuti, ed è dunque più soggetto al fallimento.</p>
<p>Uno Stato con un deficit commerciale vende poco agli altri Paesi e acquista molto da essi. Questo può essere visto come scarsa competitività del sistema economico nazionale. Per recuperare margini di competitività uno Stato potrebbe pensare di lasciare la moneta unica ed effettuare una svalutazione. Questa manovra, anche se improbabile, porta i creditori a richiedere tassi d’interesse più alti per tutelarsi dal rischio di un deprezzamento della moneta, e dunque di una riduzione del valore dei titoli da loro in possesso. Ancora una volta ad un elevato debito estero si attribuisce un elevato rischio e dunque una crescente divergenza tra i tassi d’interesse.</p>
<p>La politica sembra dunque essersi soffermata troppo sui pericoli di un elevato debito pubblico invece di interrogarsi sui problemi derivanti dai grossi squilibri commerciali tra gli Stati dell’Eurozona.</p>
<p>Le misure d’austerità che vanno a cercar di toppare l’argine del crescente debito pubblico sono soluzioni ambigue e pericolose. Essa è una politica che blocca e indebolisce i consumi.  I debiti si pagano solo se i redditi crescono, creando un motore interno capace di fornire uno sviluppo armonioso dei paesi europei ed evitando dunque la “mezzogiornificazione” di diverse aree europee.</p>
<p><em>Alessandro Lucchini</em></p>
<p><em>Fonti: Ma il vero problema è il deficit commerciale, Emiliano Brancaccio</em></p>
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	</item>
		<item>
		<title>Rilanciare l&#8217;occupazione giovanile</title>
		<link>http://alucchini.wordpress.com/2011/04/03/rilanciare-loccupazione-giovanile/</link>
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		<pubDate>Sun, 03 Apr 2011 10:40:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Lucchini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecomomia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Quella che il Cantone sta vivendo è a tutti gli effetti una crisi occupazionale che colpisce principalmente gli anelli deboli della società. Quasi un giovane su dieci è disoccupato e molti di loro perderanno presto il diritto all’indennità di disoccupazione, creando una situazione di sconforto ed emarginazione che inevitabilmente squarcerà il tessuto sociale della nostra [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=alucchini.wordpress.com&amp;blog=14797790&amp;post=199&amp;subd=alucchini&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quella  che il Cantone sta vivendo è a tutti gli effetti una crisi  occupazionale che colpisce principalmente gli anelli deboli della  società.</p>
<p>Quasi un giovane su dieci è disoccupato e molti di loro  perderanno presto il diritto all’indennità di disoccupazione, creando  una situazione di sconforto ed emarginazione che inevitabilmente  squarcerà il tessuto sociale della nostra regione. Per arginare il  problema, il Cantone deve tornare a recitare il ruolo guida  dell’economia ticinese, riprendendosi il potere venduto  all’imprenditoria privata: colpevole dei maggiori problemi  occupazionali.<br />
Nel momento del bisogno, il servizio pubblico non deve dimostrarsi  difensore solo del settore finanziario e privato, ma anche e soprattutto  dei suoi cittadini. <span id="more-199"></span></p>
<p>Il Cantone deve saper individuare e punire i colpevoli, anche se questi  sono considerati “aziende importanti” per le finanze cantonali. Se è  sempre più difficile trovare un posto di lavoro non è colpa dei presunti  “ragazzi fannulloni” etichettati così da alcuni politici, bensì dei  datori di lavoro che premono al ribasso i salari, richiedendo allo  stesso tempo più qualifiche e mansioni strazianti. Questi sono rei di  scatenare una concorrenza nevrotica peggiorando le condizioni di lavoro e  di salute dei giovani.</p>
<p>La direzione presa dalla politica è quella contraria ai reali bisogni  della società. Una sensata politica occupazionale non indebolisce il  servizio pubblico, cancellando uffici postali e tratte autopostali,  bensì lo promuove mantenendo e creando nuovi posti di lavoro in questo  settore.</p>
<p>Il rilancio dell’occupazione giovanile deve passare doverosamente da:<br />
• il raddoppio dei posti di tirocinio nell’amministrazione cantonale e nelle aziende pubbliche e parapubbliche,<br />
• il potenziamento delle scuole professionali per la formazione dei giovani che non trovano un posto di apprendistato,<br />
• il divieto alle aziende, specialmente se pubbliche, di licenziare per motivi economici quando queste realizzano utili,<br />
• l’introduzione di un salario minimo che scoraggi i datori di lavoro ad assumere manodopera a basso costo,<br />
• la lotta all’aumento dell’età pensionabile.</p>
<p><strong>Alessandro Lucchini, candidato sulla lista MPS-PC</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/alucchini.wordpress.com/199/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/alucchini.wordpress.com/199/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/alucchini.wordpress.com/199/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/alucchini.wordpress.com/199/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/alucchini.wordpress.com/199/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/alucchini.wordpress.com/199/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/alucchini.wordpress.com/199/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/alucchini.wordpress.com/199/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/alucchini.wordpress.com/199/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/alucchini.wordpress.com/199/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/alucchini.wordpress.com/199/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/alucchini.wordpress.com/199/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/alucchini.wordpress.com/199/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/alucchini.wordpress.com/199/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=alucchini.wordpress.com&amp;blog=14797790&amp;post=199&amp;subd=alucchini&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Adesso S.E.S.S.O!</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Mar 2011 17:47:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Lucchini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Per il benessere della collettività… la soluzione a tutti i problemi! S come Salario minimo Chiediamo l’introduzione di un salario minimo legale di 4’000 fr. mensili lordi (per 13 mensilità) per un lavoro a tempo pieno relativo a 40 ore settimanali. Riteniamo che questa misura, oltre a migliorare le condizioni lavorative combattendo il precariato, causato dalle [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=alucchini.wordpress.com&amp;blog=14797790&amp;post=188&amp;subd=alucchini&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://alucchini.files.wordpress.com/2011/03/adessosessolq.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-189" title="adessosessolq" src="http://alucchini.files.wordpress.com/2011/03/adessosessolq.jpg?w=212&#038;h=300" alt="" width="212" height="300" /></a></p>
<p><strong>Per il benessere della collettività… la soluzione a tutti i problemi!</strong></p>
<h2>S come Salario minimo</h2>
<p>Chiediamo l’introduzione di un salario minimo legale di 4’000 fr.  mensili lordi (per 13 mensilità) per un lavoro a tempo pieno relativo a  40 ore settimanali. Riteniamo che questa misura, oltre a migliorare le  condizioni lavorative combattendo il precariato, causato dalle pressioni  padronali e dagli accordi bilaterali, sia un’azione concreta contro il  dumping salariale anche in relazione al frontalierato.<span id="more-188"></span></p>
<h2>E come Ecologia</h2>
<p>Le cause del degrado ambientale sono legate al consumismo e a un modo di  produzione basato sulla ricerca del profitto a scapito della natura e  degli esseri umani. Occorre fare passi avanti concreti: per questo noi  comunisti saremo contrari a nuove centrali nucleari in futuro e ci siamo  impegnati contro la costruzione dell’inceneritore dei rifiuti di  Giubiasco in passato. Abbiamo inoltre chiesto che il risparmio  energetico negli edifici pubblici sia approfondito; abbiamo lanciato una  petizione per evitare che vengano soppresse le linee regionali dei bus e  dei treni per le valli e le periferie e abbiamo raccolto le firme  affinché almeno studenti, apprendisti e pensionati con la complementare  possano usufruire dei trasporti pubblici gratuiti. Un costante impegno  che coniuga ecologia e socialità che dura da anni. Chiediamo l’adozione  di provvedimenti di protezione di coloro che lavorano all’aperto quando  le condizioni dell’aria pregiudicano la loro salute a causa  dell’inquinamento, lo sviluppo di una politica dei trasporti pubblici  che porga una reale alternativa al trasporto privato (gratuità e  creazione di un ente cantonale dei trasporti, una moratoria di 20 anni  sulla costruzione di nuovi centri commerciali e la rinuncia al raddoppio  del Gottardo).</p>
<h2>S come Servizio pubblico</h2>
<p>Da anni il servizio pubblico è costantemente sotto attacco: Poste,  ferrovie, telecomunicazioni, energia elettrica sono sistematicamente  orientate verso il mercato e verso la logica aziendale. Invece di  preoccuparsi di rispondere in modo sempre più efficiente e a minor  prezzo ai bisogni dei cittadini queste aziende pubbliche hanno ormai  imboccato la logica del perseguimento della massima redditività in  un’ottica privatistica. Chiediamo la riapertura delle stazioni FFS e  degli uffici postali nelle regioni periferiche e la reintroduzione del  traffico ferroviario regionale, unitamente al reale controllo pubblico  su aziende che, pur avendo una proprietà pubblica, agiscono con una  logica di mercato di aziende private. Pensiamo qui in particolare a  BancaStato e all’Azienda elettrica ticinese (AET).</p>
<h2>S come Socialità</h2>
<p>La crisi sociale tende ad approfondirsi. Un numero sempre maggiore di  persone sono costrette a rivolgersi ai servizi di assistenza e a far  capo alle assicurazioni sociali. Povertà ed emarginazione sociale  toccano ormai tutti i settori della popolazione (lavoratori, giovani,  famiglie, pensionati, ecc.). Chiediamo l’introduzione di un reddito  minimo garantito, l’aumento dei limiti di reddito al di sotto dei quali  scatta il diritto ai sussidi per i premi di cassa malati, l’abbandono  dell’utilizzazione dei contratti di prestazione da parte  dell’amministrazione cantonale in ambito sociale e sanitario e il  potenziamento dell’informazione ai cittadini sui loro diritti  nell’ambito delle prestazioni e delle assicurazioni sociali.</p>
<h2>O come Occupazione</h2>
<p>Con la crisi economica le condizioni all’interno del mondo del lavoro  sono peggiorate e le pressioni che il padronato effettua sui lavoratori  sono aumentate. In tal senso chiediamo fin da subito il divieto di  licenziare per motivi economici e ci opponiamo ad ogni tipo di pressione  sulla massa salariale. La precarizzazione del mondo del lavoro è una  piaga sociale sempre più grave, che causa non solo incertezza per il  futuro, ma pure una diminuzione dei diritti dei salariati. In tal senso  chiediamo il divieto di attività per le agenzie di lavoro interinale, la  creazione di un ispettorato cantonale che si occupi dell’applicazione  della legislazione del lavoro e delle questioni relative alla salute e  sicurezza sui luoghi di lavoro, aumentando il numero degli ispettori  preposti a questi controlli. Auspichiamo il potenziamento del  collocamento pubblico e l’introduzione di un diritto alla  riqualificazione professionale pagata.</p>
<p>Link: http://adessosesso.ch/</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/alucchini.wordpress.com/188/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/alucchini.wordpress.com/188/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/alucchini.wordpress.com/188/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/alucchini.wordpress.com/188/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/alucchini.wordpress.com/188/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/alucchini.wordpress.com/188/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/alucchini.wordpress.com/188/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/alucchini.wordpress.com/188/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/alucchini.wordpress.com/188/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/alucchini.wordpress.com/188/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/alucchini.wordpress.com/188/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/alucchini.wordpress.com/188/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/alucchini.wordpress.com/188/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/alucchini.wordpress.com/188/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=alucchini.wordpress.com&amp;blog=14797790&amp;post=188&amp;subd=alucchini&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Crisi in Nord Africa: Tutta colpa dei “despoti“?</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Mar 2011 10:49:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Lucchini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecomomia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il popolo egiziano e algerino si rivolta davvero contro i loro “dittatori” aspirando al modello occidentale di democrazia? Si tratta dunque di una forma di autodeterminazione o c’è qualcosa che ha innescato le rivolte, ma che si tende a trascurare? La chiave del problema è da trovarsi nella crisi economica occidentale, più precisamente alla crescita [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=alucchini.wordpress.com&amp;blog=14797790&amp;post=184&amp;subd=alucchini&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il popolo egiziano e algerino si rivolta davvero contro i loro “dittatori” aspirando al modello occidentale di democrazia? Si tratta dunque di una forma di autodeterminazione o c’è qualcosa che ha innescato le rivolte, ma che si tende a trascurare?</p>
<p>La chiave del problema è da trovarsi nella crisi economica occidentale, più precisamente alla crescita “dopata” intrapresa dagli Stati Uniti. Per risolvere la crisi, gli Usa hanno immesso nell’economia un’enorme massa di denaro allo scopo di rilanciare il proprio Pil e i profitti delle borse.</p>
<p>Questa manovra ha però la colpa di aver caricato una parte della crisi sulle spalle del Nord Africa.<span id="more-184"></span></p>
<p>Gran parte della liquidità emessa non ha trovato impiego nell’attività produttiva, bensì nelle attività speculative di borsa, capaci di garantire maggiori profitti.  Più precisamente la liquidità in eccesso ha visto come sbocco principale il mercato speculativo delle materie prime. Questo ha portato a un aumento incredibile del prezzo delle materie prime alimentari, con un aumento più incisivo nel prezzo del grano (+62%) e del frumento (+58,7%). Il mercato di questi due beni è poi stato negativamente influenzato dalle pessime condizioni atmosferiche di alcuni paesi esportatori, e dall’aumento della domanda cinese.</p>
<p>In termini sociali, l’aumento dei prezzi dei generi alimentari ha un effetto più devastante, dove la quota del reddito spesa in alimenti è maggiore: come è il caso per l’Africa settentrionale. Il Nord Africa è il principale importatore mondiale di grano, ed ai primi due posti della graduatoria troviamo guarda a caso: Egitto e Algeria, entrambe sofferenti d’acqua per la coltivazione.</p>
<p>Ma perché una nazione come l’Egitto, che nel 2010 ha registrato una crescita del 5.4%, si trova in questa situazione? La causa non è dunque riscontrabile nel sottosviluppo, bensì nella mancata diffusione del benessere. I benefici di questa crescita si sono sviluppati in modo ineguale, favorendo le imprese straniere insediate. Il vero problema non sta dunque tutto nel dispotismo, ma nelle manovre economiche statunitensi e nel sistema ineguale che ha alterato la contraddizione tra crescita economica e povertà.</p>
<p><strong>Alessandro Lucchini, studente di economia e candidato al Gran Consiglio sulla lista MPS-PC.</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/alucchini.wordpress.com/184/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/alucchini.wordpress.com/184/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/alucchini.wordpress.com/184/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/alucchini.wordpress.com/184/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/alucchini.wordpress.com/184/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/alucchini.wordpress.com/184/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/alucchini.wordpress.com/184/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/alucchini.wordpress.com/184/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/alucchini.wordpress.com/184/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/alucchini.wordpress.com/184/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/alucchini.wordpress.com/184/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/alucchini.wordpress.com/184/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/alucchini.wordpress.com/184/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/alucchini.wordpress.com/184/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=alucchini.wordpress.com&amp;blog=14797790&amp;post=184&amp;subd=alucchini&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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